Per dare un nuovo aspetto alla dimora di famiglia nel 1696, il nobile Camillo Bissari, insignito del titolo di “gentiluomo di camera” del re di Francia Luigi XIV, incaricò un architetto, probabilmente di origine francese, della progettazione di un nuovo palazzo insistente su edifici preesistenti, come ricorda anche una iscrizione sul prospetto principale.
L'elegante facciata è decorata da dieci lesene corinzie di modulo gigante che uniscono visivamente l'ampio finestrato del piano nobile e del secondo piano. L'asse mediano dell'edificio è messo in risalto dal portone bugnato e dalla porta-finestra centinata, che si affaccia con un ballatoio, al Corso.
Delle strutture originali restano quattro finestre di gusto rinascimentale sul lato del cortile interno, alcuni soffitti lignei dipinti nelle stanze del pian terreno, e la volta a botte e crociere dello scalone che accede agli altri piani. In totale il palazzo prevede cinque piani per una superficie complessiva di circa 3170 mq. e di un cortile interno di circa mq. 600 che costituirà una preziosa disponibilità di posti auto (circa 39).